Sostanzialmente, la trama racconterebbe un caso di omicidio seriale che deve essere risolto. La questione naturalmente non è così semplice, però, in quanto questo primo caso è intervallato spesso da altri casi di omicidi e, naturalmente, da situazioni che avvengono tra i personaggi. Una di queste è, essenzialmente, il rapporto che Ran ha con alcuni suoi compagni di classe (cosa che normalmente non si vede), tra cui un ragazzo inglese che sembrerebbe essere piuttosto importante vista l’attenzione che gli viene data. Un’altra situazione è la presenza di un nuovo investigatore, che sembra intenzionato a mettere i bastoni fra le ruote a Conan, sia corteggiando la sua Ran che impedendogli di partecipare alle indagini, sostenendo che “è solo un bambino e vedere certe cose potrebbe shockarlo”. Il che, se ci pensiamo bene, è decisamente più realistico di quello che avviene nell’anime/manga.
Tuttavia, nonostante l’inserzione di questi personaggi nuovi, la storia resta essenzialmente focalizzata suoi protagonisti, il che è utile per apprezzare sia la loro introspezione, decisamente IC anche perché non si avventura in situazioni nuove (la gelosia di Conan è risaputa), sia i caratteri dei nuovi personaggi, che sono ben creati e ben caratterizzati. La storia riesce bene anche per quanto riguarda la parte dei dialoghi e dello stile, che è semplice e lineare, ma utile per descrivere perfettamente sia le situazioni che le parti introspettive. Se devo trovare un difetto d’impostazione, è che l’autrice utilizza casi già visti nell’anime/manga, quindi risulta per un attimo prevedibile: ma ha il pregio di cambiare il finale a piacimento, perciò l’originalità in sé è rispettata.
Consigliata a chi voglia leggere una fanfiction Shinichi/Ran che non sia solamente romantica, ma anche a chi apprezza le fanfiction che tentino di imitare le puntate di Detective Conan, seguendo lo stesso filone narrativo. Anche i fan di Ai non rimarranno delusi dalla sua ottima caratterizzazione.
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